
L’
PER LA CATEGORIA “HUMAN LIFE”
di Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro
è risultata
PRIMA CLASSIFICATA
“…. per aver mostrato molto da vicino e con eccellente fattura il dramma di due famiglie coinvolte nella tradizione della vendetta, instaurata, da tempi immemorabili, dal codice consuetudinario albanese del Kanun e aver avuto la capacità, anche grazie al recupero di significative immagini di repertorio, di rivelare e sottolineare l'umanità e la dignità di un personaggio forte, al fine di raccontare nel profondo il sentimento umano del perdono.
e che l'opera
di Silvia Gioiello e Vincenzo Cavallo
è risultata
PRIMA CLASSIFICATA
ex aequo
“…. In quanto importante rappresentazione documentaristica capace di descrivere il fermento e la vivacità delle avanguardie culturali del Kenya attraverso un gruppo musicale hip-hop che ha innescato una rivoluzione culturale con lo scopo di recuperare lo spazio pubblico al Cinema e all'arte popolare.”
e inoltre che l'opera
di Maurizio “Gibo” Gibertini e Manuela Costa
è meritevole di una menzione speciale
“…. per come riesce a raccogliere, nella forma di un lucido reportage documentaristico, le voci delle diverse migrazioni integratesi alla famiglia ed alla società italiana, in netta opposizione con i principi cui s'ispira la deprecabile legge Bossi-Fini ed auspicando, in questo modo, una risposta non repressiva ai flussi migratori da parte del Governo italiano.”
La Giuria
Jorge Denti, Julio Santucho, Marcello Sannino, Antonio Borrelli
PER LA CATEGORIA "EYES WIDE SHUT"
l'opera prima classificata è risultata
di Maria di Pietro
che ha descritto con poche ed intense istantanee la vita dei campi ROM di Napoli.
La Giuria
Pino Bertelli e Maurizio Cimino
Grazie a tutti