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editoriale

23 maggio 2013 - STEFAN KASPAR; UNO SVIZZERO INNAMORATO DEL PERU' CHE HA INVENTATO LA RETE DEI MICROCINEMA

In un nomdo che chiude le sale di cinema per farne dei Bingo o dei supermercati, un uomo solo sfida lo strapotere della fabbrica mediatica USA e crea una rete di cinema alternativi nel cuore delle Ande

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23 maggio 2013
STEFAN KASPAR; UNO SVIZZERO INNAMORATO DEL PERU' CHE HA INVENTATO LA RETE DEI MICROCINEMA

STEFAN KASPAR E IL PROGETTO DI RETE DI MICROCINEMA

(fonte sito Ashoka - libera traduzione di Cinema e Diritti)

Stefan Kaspar sta sviluppando,  nella regione andina, un progetto di ampia alfabetizzazione audiovisiva, creando sia l'infrastruttura che il contenuto di una rete rivolta ad una categoria di cittadini “diversamente marginalizzati”. Stefan ha creato una rete di “microcinema” che raggiunge praticamente ogni angolo del Perù. Ci sono attualmente 320 gestori di  Microcinema che replicano il modello di Stefan e sollecitano altri a farne parte.

Stefan sta trasformando film e documentari in potenti strumenti di azione per le persone che vogliono impegnarsi e affrontare le loro sfide sociali. Con il supporto del Grupo Chaski, l’organizzazione senza scopo di lucro che fa capo a Stefan, egli sta espandendo il network di Microcinema per facilitare la distribuzione, la produzione e l'utilizzo efficace di materiali audiovisivi per affrontare importanti questioni sociali in Perù e altrove nella regione andina.

Il Circuito dei Microcinema serve sia come valido canale alternativo di distribuzione per film, video e documentari di impegno sociale che da forum pubblico per discuterne. La rete offre ai cittadini delle zone rurali, delle periferie delle grandi città e di alcuni ambienti isolati, come le carceri, l'accesso a una vasta gamma di film e documentari di registi peruviani e di altri Paesi in via di sviluppo, solitamente esclusi dai principali canali di distribuzione cinematografica. Questi canali sono di proprietà di aziende internazionali e si rivolgono al pubblico più agiato delle città del Perù.

La rete propone pellicole che analizzano temi sociali di rilevanza locale/nazionale, offrendo così un'alternativa alla solita tradizionale cultura pop americana promossa dalla maggior parte dei cinema. Stefan usa questi film per affrontare questioni relative ai diritti umani, al rafforzamento delle identità locali e per plasmare le percezioni intime delle persone, per suscitare discussioni, incoraggiare il pensiero critico e l'impegno civico tra i membri della platea.

Le nuove tecnologie digitali permettono di ampliare la rete dei microcinema. Tutti i film distribuiti dalla rete sono stati trasformati in DVD in modo da ridurre i costi di trasporto e di presentazione, e Stefan e i suoi colleghi stanno esplorando la possibilità di scaricare i filmati dal sito web della rete. La rete vuol dire anche la possibilità di formare persone nelle comunità che possono produrre, con le telecamere palmari, i loro video che documentano  o comunque affrontano questioni di particolare importanza per la loro vita e le loro esigenze. I prodotti ottenuti vengono poi mostrati al pubblico della rete con l'obiettivo di stimolare un maggior impegno civico per affrontare le questioni più urgenti e i nuovi "comunicatori sociali" così addestrati  sono i migliori ambasciatori di Stefan in Perù e nei vicini Ecuador e Bolivia.

In Perù, decenni di regime dittatoriale e di controllo dei processi politici ed economici da parte di una potente elite hanno gravemente limitato le possibilità di impegno civico per la gran parte della cittadinanza. Anche nel contesto politico odierno, più aperto, i media sono ancora dominati da imperi mediatici di proprietà di élite sociali e le voci degli emarginati del Perù sono raramente ascoltate.  Per gran  parte della storia del Paese, le barriere tecnologiche ed economiche hanno impedito l’ascolto delle voci dei dissenzienti oltre i confini delle proprie comunità. Il divario di comunicazione risultante da questa situazione ha fatto sì che i problemi e le opinioni presenti nel frammentato contesto peruviano siano rimasti isolati dall’opinione pubblica. I gruppi di emarginati sono spesso inconsapevoli del potere che gli  strumenti multimediali, come la televisione, hanno, nell’ influenzare importanti questioni sociali o nella discussione sulle ingiustizie sociali e sugli abusi nel campo dei diritti umani. Inoltre, non sono in genere consapevoli che le loro storie valgano la pena di essere raccontate.

Molte persone in Perù non hanno accesso a fonti di informazione alternative come quelle presentate sotto forma di film e documentari indipendenti. I cinema di solito sono situati in grandi città del paese, sono di proprietà di grandi società di distribuzione internazionali, e rimangono inaccessibili per la maggior parte dei peruviani. Nei primi anni 1990 c’erano 280 sale per la proiezione di film e documentari e, dal 2009, a seguito delle riforme economiche del presidente Fujimori, solo 37 cinema sono rimasti attivi, la maggior parte dei quali situati a Lima e nelle altre grandi città. Ci sono stati tentativi di ricostruire una rete sostenibile di cinema, ma non sono andati a buon fine, soprattutto a causa della impervia geografia del territorio, della povertà diffusa e della violenza ma anche degli elevati costi di trasporto delle bobine di film convenzionali.

A causa di questi ostacoli, i film e documentari peruviani sono stati soggetti alle più svariate criticità e di solito i film provengono da grandi case di produzione statunitensi, e trattano temi e le realtà sociali che non sono propri del Perù o dell’America Latina. Film indipendenti e documentari, in particolare quelli dal Perù e altri paesi dell'America Latina, sono raramente proiettati. Inoltre, quei film che esplorano questioni sociali o che offrono diverse prospettive, sono ancora più difficili da trovare. I film attualmente proiettati sono soliti mostrare un '"American way of life" in cui l'elite di Lima può facilmente identificarsi, ma non è la realtà delle persone che vivono nelle comunità rurali, nella periferia urbana o degli emigranti indigeni, neri e meticci della capitale.

Il governo ha mostrato poco interesse nell’integrare il linguaggio audiovisivo nel sistema educativo o per ampliare la gamma di questioni affrontate nel confronto politico. Di conseguenza, il potenziale che i programmi televisivi, i film e i documentari potrebbero sprigionare per rafforzare l'identità e promuovere il pensiero critico, è rimasto riservato a pochi gruppi di élite della società peruviana. Rispetto ad altri paesi del Sud America, il Perù ha ancora molto da fare per rendere gli strumenti multimediali più accessibili alle popolazioni emarginate.

LA STRATEGIA


Con il sostegno della sua organizzazione, il Grupo Chaski, Stefan ha creato il Network Microcinema nel 2006 per raggiungere quattro obiettivi: (1) rendere accessibili alle popolazioni emarginate  alcuni contenuti audio visuali  di carattere sociale, (2) creare  un canale di distribuzione alternativo per i media; (3) promuovere l’alfabetizzazione audiovisiva e il dibattito e, (4) formare le persone ad utilizzare le tecnologie digitali per creare propri film e documentari.

Riconoscendo che le nuove tecnologie digitali offrono opportunità per aumentare l'accesso della gente comune a tali risorse, Stefan sta risolvendo il problema della distribuzione, dell’accesso e della produzione di contenuti audiovisivi in ​​Perù. Inoltre, Stefan sta formando gruppi di emarginati alla cittadinanza attiva, aiutandoli a creare i propri film e documentari, che usa come strumenti educativi per promuovere la cultura e la partecipazione civica.

Stefan sta espandendo i canali di distribuzione e costruendo un mercato per film e documentari socialmente impegnati, utilizzando i DVD ed Internet per la diffusione di contenuti attraverso il suo Network Microcinema. La crescente rete di Stefan, che include  ormai 35 comunità in otto regioni del Perù, consente ai suoi film di raggiungere un nuovo pubblico al di fuori delle città. In netto contrasto con i cinema convenzionali, i microcinema sono spazi per la  comunità che  stimolano l'alfabetizzazione audiovisiva, il pensiero critico e la discussione aperta. Ogni Microcinema ha un programma mensile organizzato per argomenti – ad es. ecologia, diritti umani, film realizzati da donne che parlano di donne, e così via. I gruppi di Microcinema ricevono un kit tematico da Grupo Chaski contenente quattro lungometraggi, quattro documentari e un film d'animazione, nonché una guida per la discussione e una edizione del bollettino del Nuestro Cine. I film presentati sono parte del crescente catalogo di film indipendenti e documentari di  Grupo Chaski, prodotti da registi peruviani e di altri Sud del Mondo, e affrontano pressanti questioni sociali. Stefan ottiene la liberatoria per questi film e, con il consenso dei registi, digitalizza le loro opere per facilitare la distribuzione capillare.

Per favorire il pensiero critico e una più profonda comprensione delle realtà sociali, politiche ed economiche del Perù, dopo ogni film, gli spettatori partecipano a discussioni di gruppo e riflessioni che costituiscono un punto di partenza per l'impegno attivo nella questioni sociali localmente rilevanti. I partecipanti condividono le loro reazioni ai film e ai problemi sociali che esplorano. Essi discutono anche il modo in cui i media tradizionali del Perù trattano questi problemi sociali. Il numero dei membri del pubblico servite dalla Microcinema Network è cresciuta da circa 18.000 nel 2007 a oltre 34.000 nel 2009. Grazie all’avere sdoganato  settori precedentemente emarginati della società peruviana con nuove opportunità per allargare il dibattito pubblico, Stefan e i suoi colleghi stanno favorendo una più profonda comprensione delle questioni sociali più urgenti del Perù.

Oltre alla diffusione di film e documentari esistenti per affrontare importanti questioni sociali che interessano le comunità che la Rete dei Microcinema serve, Stefan ha inoltre compreso il potenziale costituito dai materiali audiovisivi prodotti localmente nel consentire alle comunità locali di affrontare in modo più efficace i propri pressanti problemi e bisogni. Di conseguenza, lui e i suoi colleghi del Gruppo CHASKI stanno formando un numero crescente di educatori audiovisivi di base ad usare il video per documentare e condividere le proprie realtà, per stimolare azioni efficaci in risposta ai bisogni della comunità e contribuire allo sviluppo di una società dell'informazione più inclusiva.

Per garantire una gestione efficace e il pieno utilizzo della rapida espansione del Microcinema Network, Stefan ha reclutato e addestrato un numero crescente di gestori di Microcinema, cittadini impegnati e organizzatori di comunità che, in qualità di "imprenditori culturali," dovranno impiantare nuovi microcinema e sviluppare nuovi programmi per coinvolgere i membri della comunità. I gestori dei Microcinema sono addestrati a gestire i loro spazi come stabili imprese sociali sostenibili, a guidare le sessioni di discussione, e a insegnare, a motivati ascoltatori, come creare i propri documentari e altri prodotti audiovisivi con semplici macchine fotografiche portatili. Dopo un programma di formazione di due anni, questi individui si impossessano di conoscenze tecniche al punto da insegnare agli altri a valutare criticamente i film che vedono e quindi creare la propria opera audiovisiva di impegno sociale.

Entro la metà del 2009, 32 gruppi composti da 10 a 15 persone che erano stati addestrati a creare propri documentari e altri prodotti audiovisivi, sono entrati in azione in otto regioni del Paese. Questi gruppi operano in diversi contesti. Uno di loro si trova all'interno di un carcere femminile, un altro in un liceo, e molti sono stati sistemati nelle comunità indigene. Tutti, però, condividono lo stesso obiettivo: produrre film e documentari digitali come strumenti per un ampio coinvolgimento dei cittadini nel cambiamento sociale. L'ampiezza di questi gruppi è intenzionale: Stefan si propone di raggiungere, attraverso essi, l'intera società peruviana e incoraggiare i cittadini a riflettere criticamente sul loro mondo, utilizzando strumenti di video per produrre contenuti che rappresentano le diverse prospettive e sfide della nazione.

Molti dei documentari emersi dai primi progetti del gruppo sono stati presentati in occasione della prima manifestazione nazionale del Forum Rete Microcinema nel 2008, in cui hanno partecipato 40 rappresentanti dei 20 gruppi iniziali. Ci sono 320 dirigenti di Microcinema che attualmente promuovono il modello di Stefan e insegnano ad altri a collegarsi alla rete. Stefan ei suoi colleghi hanno anche stabilito partner in Bolivia ed Ecuador, che stanno riproponendo la creazione di un canale alternativo di distribuzione digitale e le sessioni di discussione. Presto, attueranno il programma di formazione per i manager Microcinema del Grupo Chaski. Inoltre, nel tentativo di stimolare la replicazione del suo modello in luoghi più lontani e difficili da raggiungere, Stefan prevede di sviluppare il programma online "distance learning" per formare i dirigenti Microcinema.

IL PROFILO

Stefan è nato in una piccola città in Svizzera, dove ha avuto il privilegio di crescere in condizioni agiate e in una casa stabile. Da giovane, in risposta al suo forte interesse per le questioni di giustizia sociale, è andato in Israele per lavorare in un kibbutz . La sua esperienza in quel contesto fu interrotta, però, dalla “Guerra dei Sei Giorni” tra Israele e gli eserciti dei paesi vicini di Egitto, Giordania e Siria. Sulla scia di quella guerra, si trasferì nel deserto del Sinai come volontario per aiutare nella ricostruzione. Il netto contrasto tra il modello sociale della Svizzera e la sua esperienza in Israele influenzarono notevolmente Stefan, aprendo i suoi occhi a una realtà diversa. Il modo in cui i media israeliani raccontarono la guerra dei Sei Giorni e altre questioni sociali, provocò una grande impressione su di lui e lo convinse del fatto che i media possono e devono essere utilizzati come un potente strumento per affrontare le ingiustizie e dare voce ai gruppi esclusi.

Nel perseguimento di quest'ultima convinzione, Stefan tornò in Svizzera per studiare comunicazione e acquisire esperienza sul campo. In diverse collaborazioni con giornali locali e con un telegiornale, perfezionò la sua raccolta di dati, interviste, e migliorò le abilità di scrittura, acquisendo una preziosa esperienza nella produzione di video, film e programmi televisivi. Come membro del gruppo “Dichiarazione di Berna”, Stefan è anche stato coinvolto in un progetto di sensibilizzazione per i bambini, incentrato su condizioni sociali nei paesi in via di sviluppo. Nel perseguire tale incarico, è stato particolarmente colpito da un racconto (“il ragazzino vicino al Cielo”) di un autore peruviano, Enrique Congrains. Con l'obiettivo di rendere la storia accessibile a un pubblico più ampio, Stefan ha scritto una sceneggiatura basata su questa  storia e nel 1978 si è recato in Perù e lo ha trasformato in un film ampiamente diffuso e acclamato.

Dopo questa esperienza molto soddisfacente, Stefan ha deciso di fare del Perù la sua casa e di lavorare lì sullo sviluppo di media indipendenti nel Paese e sull’alfabetizzazione audiovisiva. Nel perseguire tali obiettivi, ha creato un'organizzazione di "comunicatori sociali" chiamato Grupo Chaski nel 1982. Capì allora che l'industria audiovisiva del Perù, il suo quadro giuridico, e la sua potenzialità di accesso agli strumenti multimediali avevano bisogno di essere trasformati e ampliati per consentirle di servire efficacemente il suo scopo sociale. Dal 2006 è impegnato a fondo per istituire e promuovere la crescita di del Perù Microcinema Network. Nel 2007, Stefan ha vinto il concorso Moviliza organizzato dall’Iniziativa di Base dei Cittadini di Ashoka.