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editoriale

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14 marzo 2013
I SEGRETI DI BERGOGLIO E MASSERA - un articolo di Walter Goobar del 2010

I SEGRETI DI BERGOGLIO E MASSERA

 

Il Cardinale offrì la laurea honoris causa all’Ammiraglio Zero nella Università del Salvador

 

di Walter Goobar

articolo pubblicato da POLITICA - Info News il 14 10 2010

www.infonews.com

 

TRADUZIONE DALL'ARGENTINO A CURA DI "CINEMA E DIRITTI"

 

In fondo al grande atrio della cattedrale metropolitana, sotto un grande arazzo della Vergine, l’ermetico cardinal Jorge Mario Bergoglio si rifugia nel silenzio. Non prega né dice messa: sta testimoniando per il maxiprocesso Esma.


Il teste ha fatto ricorso alle sue garanzie al fine di evitare di essere in aula, in modo che i giudici del Tribunale federale numero 5 sono stati costretti a spostarsi lunedi nella Cattedrale per ascoltare per quattro ore le risposte evasive del massimo rappresentante della Chiesa di Argentina.


Non si tratta di rivelare alcun mistero della fede, ma di svelare alla giustizia terrena un piccolo segreto: il filo invisibile che lo univa al tenebroso padrone della vita e della morte delle segrete dell’ Esma: l'ammiraglio Emilio Eduardo Massera.


La fortuna o il caso hanno giocato un brutto tiro al cardinale: mentre lui balbettava le sue risposte ai giudici, l'ammiraglio si spegneva nella stanza 602 dell’Ospedale della Marina. Un arresto cardiaco ha serrato le labbra al marinaio che porta nella tomba i vergognosi segreti che Bergoglio si impegna a mantenere.

 

Il Cardinale sicuramente non ricorda un evento che si è verificato il 25 novembre 1977, quando faceva parte del personale dell'Università di El Salvador. Quel giorno, l’Ateneo conferì al capo della Marina, Emilio Eduardo Massera, il titolo di "Doctor Honoris Causa", in una cerimonia pubblica. I dati di questa cerimonia che assegnava il riconoscimento all’Ammiraglio Zero sono misteriosamente scomparsi dagli archivi dell'Università, perché contengono le firme di coloro che lo hanno proposto e quali sono le motivazioni per premiare un assassino. E oggi, il cardinale non ricorda il ruolo cruciale svolto in questo frangente.


Quel pomeriggio, Bergoglio ascoltò un pomposo discorso di Massera sull'indifferenza dei giovani, sull'amore promiscuo e sulle droghe allucinogene e sulla " prevedibile deriva " a cui questa "escalation sensoriale" avrebbe portato, spingendo verso "la fede terrorista estrema". Con un sorriso sulle labbra, il padrone dell’Esma disse anche che l'Università era "lo strumento più adatto a lanciare una controffensiva" Occidentale. Pur applaudendo con fervore, il discreto Bergoglio non prese la parola. Lo fecero i fedeli discepoli della Guardia di Ferro, la potente organizzazione paramilitare in cui militavano Bergoglio dal 1972 e che in seguito ha partecipato alla espropriazione dei beni dei desaparecidos.


Guardia di Ferro era in quegli anni la migliore scuola quadri che aveva la destra peronista. Il suo leader, Alejandro Álvarez “el Gallego”, comandava 15.000 militanti addestrati sotto una rigida disciplina e indottrinati dalla ortodossia ultramontana. L'organizzazione si sciolse ufficialmente nel 1974, ma ha continuato ad agire e, attraverso i buoni uffici di Bergoglio, tra gli altri, arrivò ad avere un  rapporto privilegiato con Massera.

 

Il 31 luglio 1973 Bergoglio è stato eletto Provinciale, che è il massimo livello della scala gerarchica della Compagnia di Gesù, un ordine caratterizzato da obbedienza e disciplina quasi militare.
Un rapporto di SIDE, l’intelligence specializzata in monitoraggio di soggetti ecclesiastici del tempo, che è conservato in un archivio del Ministero degli Esteri, sostiene che Bergoglio si proponeva di ripulire la Compagnia di Gesù dai "gesuiti sinistri".


Una delle sue prime decisioni, come Provinciale fu quella di introdurre nell'Università di Salvador una associazione civile formata da laici che erano membri della Guardia di Ferro. Verso la fine del 1974, il cardinale introdusse nella USAL due leader della Guardia di Ferro: Francisco Cacho Pignon, che fu nominato rettore, e Walter Romero, capo dello stato maggiore del potente gruppo politico, come operatore nascosto presso l'Università.


In questo senso, la nomina di Massera "honoris causa" da parte di USAL avvenne quasi un mese esatto dopo che i sacerdoti Orlando Yorio e Jalics Francisco furono trovati drogati e denudati in una campagna di Cañuelas. I due sacerdoti che avevano svolto la loro opera pastorale in un villaggio di Bajo Flores, erano stati sequestrati quasi sei mesi nella ESMA.

Durante il processo delle giunte condotte nel luglio 1985, Orlando Yorio, il sacerdote che fu tenuto prigioniero nella Esma tra maggio e ottobre del 1976, ha sostenuto: "Bergoglio non ci ha mai avvertito del pericolo che correvamo. Sono sicuro che lui stesso ha fornito l'elenco dei nostri nomi alla Marina".

 

Il sacerdote, che è morto nel mese di agosto 2000, ha ripetuto in più occasioni "Non ho alcuna prova per ritenere che Bergoglio ci abbia fatti liberare, anzi il contrario. Ai miei fratelli ha detto che mi avevano fucilato, non so se lo disse come cosa sicura o probabile, perché preparassero mia madre. Quando sono stato rilasciato, Bergoglio mi ha confessato di aver ricevuto due volte un agente di polizia che lo avvisava della nostra morte per fucilazione. Al di fuori del paese, il New York Times ha pubblicato la notizia della nostra morte, la Croce Rossa Internazionale aveva questa informazione" sosteneva Yorio. A suo parere, Bergoglio "ha saputo  dall'ammiraglio Massera che io ero ritenuto un capo guerrigliero e così si lavò le mani e assunse un atteggiamento ambiguo. Non si aspettava che non sarebbero riusciti a trovare nulla a mio carico e che ne sarei uscito vivo".

Padre Yorio sostiene che Bergoglio è stato presso la sede operativa della Marina in cui lui fu trattenuto alcuni mesi dopo aver lasciato l'Esma. "Una volta ci hanno detto che avevamo una visita importante. È venuto un gruppo di persone ma non ho potuto vedere chi erano perché eravamo stati bendati, ma Francisco Jalics sentiva che Bergoglio era tra di loro” disse il prete.

 

La rivelazione di Padre Yorio è basata non solo sulla percezione sensoriale del suo compagno prigioniero. Bergoglio stesso ha ammesso ad altri membri della famiglia di avere visto Yorio e Jalics durante la prigionia e ha fornito precisazioni che si sono rivelate corrette.
Nel suo libro “Chiesa e dittatura”, pubblicato nel 1986, quando Bergoglio non era conosciuto al di fuori del mondo ecclesiastico, Emilio Mignone lo ha citato come un esempio di "complicità sinistra" della Chiesa con quei militari che "furono incaricati di svolgere lo sporco compito di pulire il cortile della Chiesa, con l'acquiescenza dei prelati ". Secondo il fondatore del Centro per gli studi giuridici e sociali, "a volte il via libera è stato dato dagli stessi vescovi."

 

Fonti di Guardia di Ferro, l'organizzazione che sarebbe diventata poi il braccio politico del masserismo,  sostengono che Bergoglio abbia interceduto presso Massera per i due sacerdoti e il conferimento della laurea dell'Università di El Salvador fu un ringraziamento di Bergoglio all’Ammiraglio. Tuttavia, le testimonianze di Yorio e Jalics confutano questa teoria. Essi asseriscono che la loro libertà sia dovuta ad una iniziativa del militante cristiano per i diritti umani ed ex presidente del Cels, Emilio Mignone, attraverso il cardinale Eduardo Pironio.
Padre Yorio aveva così tanta paura di Bergoglio che nel 1992, quando Antonio Quarracino lo nominò vescovo ausiliare, Yorio si trasferì in Uruguay, dove ha vissuto fino alla sua morte.
Il ruolo controverso che Bergoglio ha avuto nel rapimento dei due sacerdoti ha portato numerose conseguenze alla sua carriera.


L'anno 1979 ha segnato un altro passaggio misterioso della vita di Bergoglio. Mentre la versione ufficiale sostiene che all’epoca il cardinale stava completando la sua tesi di laurea in Germania, altre fonti indicano che era in un convento di clausura, messo in punizione dai Gesuiti in un paese europeo.

A metà del 1988 fu costretto a risiedere in una parrocchia della provincia di Cordoba, dove solo poteva dire messa e confessare.

 

Un altro punto oscuro della vita di Bergoglio è che non ha mai voluto comparire in tribunale. Al momento del processo delle Giunte, Yorio chiese di chiamarlo in giudizio e Bergoglio è stato convocato ma ha rifiutato di presentarsi, sostenendo che era malato a Cordoba. Questo atteggiamento spiega per quali motivi personali Bergoglio ha impegnato tutta la forza della Chiesa contro i giudizi sui crimini commessi durante la dittatura militare.


Ma questo silenzio fu interrotto bruscamente nel 1992 dal provvidenziale intervento del cardinal Quarracino che lo nominò vescovo coadiutore e suo erede
 al ruolo cardinalizio.

 

"Che il Signore impedisca alla mia mano si alzarsi sull’unto dal Signore," è stata ed è la frase emblematica di questo machiavellico pastore della Chiesa che ha tradito i suoi fratelli e ha avallato la loro scomparsa e la loro tortura da parte della giunta militare in nome di una sete insaziabile di potere.